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Dalla politica vento a favore per le fonti alternative di carbonio. Più di 30 pionieri leader del settore chimico e dei materiali accolgono con entusiasmo gli ultimi documenti politici emessi da Bruxelles, Berlino e Düsseldorf


PRISMA news. Torino, 30 dicembre 2021 – La situazione politica riguardo l’utilizzo di carbonio rinnovabile proveniente da biomasse, CO2 e riciclaggio per la defossilizzazione dell’industria chimica e dei materiali ha iniziato a cambiare radicalmente in Europa. Per la prima volta, importanti documenti politici emessi da Bruxelles e dalla Germania riconoscono che il termine decarbonizzazione da solo non basta, e che esistono importanti settori industriali in cui la domanda di carbonio è permanente se non addirittura crescente. La necessità di una copertura sostenibile di tale richiesta di carbonio e la realizzazione di cicli di carbonio sostenibili hanno finalmente trovato riscontro sulla scena politica. Questi aspetti sono fondamentali nell’ottica di un’industria chimica e dei materiali derivati sostenibile.

L’obiettivo è quello di creare cicli di carbonio sostenibili (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/
ip_21_6687
). Ciò richiede una gestione completa del carbonio proveniente da fonti rinnovabili, come biomasse, tecnologie di Cattura e Utilizzo del Carbonio (Carbon Capture and Utilisation; CCU) – uso industriale di CO2 come parte integrante – nonché riciclaggio chimico e meccanico. E solo l’utilizzo di tutti i flussi di carbonio alternativi permette un vero distacco del settore chimico e dei materiali dal carbonio fossile aggiuntivo proveniente dal suolo. Solo in questo modo l’industria chimica può rimanere la spina dorsale della società moderna e trasformarsi in un settore sostenibile che permetta il raggiungimento degli obiettivi climatici globali.

L’obiettivo principale della Renewable Carbon Initiative (RCI) è quello di sostenere la transizione intelligente dal carbonio fossile a quello rinnovabile utilizzando carbonio ottenuto da biomasse, CO2 e materiale riciclato anziché da carbonio fossile aggiuntivo ricavato dal suolo. Si tratta di un cambiamento cruciale dal momento che il 72% delle emissioni di gas serra prodotte dall’uomo sono direttamente collegate al carbonio fossile aggiuntivo. La RCI promuove tutte le fonti di carbonio rinnovabile disponibili, mentre la sfera politica offre un sostegno frammentario, distinguendo tra carbonio proveniente da biomasse, riciclaggio o cattura e utilizzo del carbonio (CCU). Soprattutto quest’ultima misura non figura ancora come obiettivo strategico nel Green Deal europeo e nel piano “Fit for 55” (“Pronti per il 55%”).

Il 15 dicembre la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione sui “Cicli di carbonio sostenibili” destinata a cambiare radicalmente tale situazione. La posizione che la Commissione assume in questo documento costituisce un passo in avanti essenziale che dimostra che la questione del carbonio incorporato ha raggiunto il mainstream politico – grazie anche alle opinioni recentemente espresse da membri del Parlamento europeo e, a quanto pare, dal futuro Sesto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici dell’IPCC. Il concetto di CCU viene così identificato come soluzione attendibile e riconosciuta per la realizzazione di cicli di carbonio sostenibili e l’offerta di un’opzione potenzialmente sostenibile per l’industria chimica e dei materiali. Inoltre, nei dibatti politici a Bruxelles si fa uso sempre più spesso del termine “defossilizzazione” a completamento o sostituzione del termine decarbonizzazione nei settori per i quali il carbonio è indispensabile. Maria da Graça Carvahlo, membro del Parlamento europeo, è tra i vari esponenti politici a Bruxelles che riconoscono il ruolo chiave della cattura e dell’utilizzo del carbonio nell’industria del futuro, dando spazio al concetto di CCU sul piano politico e offrendogli in questo modo opportunità di slancio. Ciò si traduce anche nell’integrazione del CCU all’interno del nuovo Programma di rimozione del carbonio e del Sistema europeo per lo scambio delle emissioni (Emission Trading System, ETS).

Poiché i nuovi documenti politici sono pienamente in linea con la strategia della RCI, le oltre 30 imprese membri dell’iniziativa sono altamente favorevoli a questo nuovo sviluppo e sono pronte a sostenere i decisori politici con dati e consigli dettagliati al fine di un contributo attivo alla realizzazione di cicli di carbonio sostenibili e di una gestione del carbonio sicura e affidabile. Di seguito evidenziamo i documenti politici più importanti redatti in materia.

Bruxelles: Comunicazione sui “Cicli di carbonio sostenibili”

Il 15 dicembre la Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione sui “Cicli di carbonio sostenibili”: è la prima volta che viene chiaramente espressa l’importanza del carbonio in diversi settori industriali (https://ec.europa.eu/clima/system/files/2021-12/com_2021_800_en_0.pdf). Uno dei punti chiave di questo atto è il pieno riconoscimento – mai avvenuto prima – del CCU come soluzione per l’economia circolare, che così va a includere anche i combustibili derivati da cattura e utilizzo del carbonio. Affrontando l’argomento della rimozione del carbonio, il documento distingue tra CO2 proveniente da biomassa, CO2 di origine fossile e CO2 catturata direttamente dall’aria e annuncia anche un monitoraggio dettagliato dei diversi flussi di CO2.

A essere riconosciuto come importante pilastro per il futuro non è solo il CCU, ma anche il carbonio proveniente dalla bioeconomia, settore in cui di recente è stato introdotto il termine Carbon Farming, che fa riferimento a migliori pratiche di gestione della terra volte a un aumento del sequestro di carbonio nella biomassa vivente, nella materia organica morta o nel suolo attraverso la cattura del carbonio o la riduzione del suo rilascio. Benché la lista delle tecnologie naturali di stoccaggio del carbonio non sia a nostro avviso esaustiva, appoggiamo vivamente l’idea del documento di identificare come base della bioeconomia la gestione sostenibile della terra e delle foreste invece di usare semplicemente il suolo come assorbitore di carbonio.

Sorprende che la Comunicazione non citi in alcun modo il riciclaggio chimico, il quale rappresenta un’altra fonte di carbonio alternativa in grado di sostituire il carbonio fossile aggiuntivo proveniente dal suolo (ossia il carbonio ricavato da petrolio greggio, gas naturale o carbone).

Berlino: patto di coalizione per il nuovo governo tedesco: “Osare per un maggiore progresso. Alleanza per la libertà, la giustizia e la sostenibilità”

L’intera Europa è in attesa di vedere come il nuovo governo tedesco composto da Socialdemocratici, Verdi e Liberali darà espressione alla politica climatica nazionale. Il nuovo programma di riforme si concentra soprattutto sull’energia solare ed eolica e in particolare sull’idrogeno. Si intende aumentare l’energia solare a 200 GW entro il 2030 e destinare il 2% del territorio tedesco all’energia eolica onshore. Va creata un’infrastruttura di rete per l’idrogeno verde, che costituirà la spina dorsale del sistema energetico del futuro – ed è altresì necessaria per i carburanti elettronici e l’industria chimica sostenibile, un chiaro impegno a favore della cattura e dell’utilizzo del carbonio.

Altri due punti focali del nuovo programma di governo tedesco riguardano l’economia circolare e il riciclaggio. L’intenzione è quella di stabilire a livello europeo una più elevata quota di riciclaggio e una quota minima per prodotto specifico per l’utilizzo di riciclati e materie prime secondarie. Nel documento di coalizione è riscontrabile anche un chiaro impegno sul piano del riciclaggio chimico.

È in programma un cambiamento significativo per l’industria legato alla cosiddetta “plastic tax” (tassa sulla plastica), stabilita nella misura di 80 centesimi per chilogrammo di imballaggi di plastica non riciclati. La tassa è stata implementata dall’UE, ma la maggior parte dei Paesi non la sta applicando ai produttori e ai distributori, o solo in misura limitata. Il nuovo governo tedesco prevede ora di passare completamente questa tassa all’industria.

Düsseldorf: Il carbonio può proteggere il clima – Strategia di gestione del carbonio della Renania settentrionale-Vestfalia (NRW)

Infine, la RCI saluta con grande entusiasmo la Renania settentrionale-Vestfalia (NRW, Germania) quale prima regione al mondo ad adottare una strategia globale di gestione del carbonio, fattore essenziale per il passaggio dall’utilizzo del carbonio fossile aggiuntivo ricavato dal suolo all’impiego di carbonio rinnovabile proveniente da biomassa, CO2 e riciclaggio. Per ciascuno di questi tre flussi di carbonio alternativi si stanno sviluppando strategie dettagliate specifiche volte al raggiungimento della defossilizzazione dell’industria.

Un approccio, quello della Renania settentrionale-Vestfalia, tanto più significativo se si considera che questo è il Land tedesco con l’industria più forte in Germania, in particolare quella chimica. Ed è questo il settore numero uno in cui viene implementato un primo programma importante per la conversione dell’industria dal carbonio fossile a quello ottenuto da biomasse, CO2 e materiale riciclato. Se riscuoterà successo, la Renania settentrionale-Vestfalia potrebbe diventare un leader globale nella gestione sostenibile del carbonio e fungere da modello per molte regioni industriali.

Per maggiori dettagli, fonti e citazioni dai documenti originali, si prega di consultare la versione estesa del comunicato stampa. https://renewable-carbon-initiative.com/media/press/?id=304

Disclaimer
I membri RCI sono un gruppo diversificato di aziende, istituti e associazioni che affrontano le sfide della transizione al carbonio rinnovabile utilizzando diversi approcci. Le opinioni espresse in questo comunicato stampa possono non riflettere necessariamente le politiche e i punti di vista di tutti i membri RCI. RCI non è responsabile degli usi delle informazioni ivi contenute che possono essere effettuati.

La Renewable Carbon Initiative (RCI) è stata fondata nel settembre 2020 da undici società leader provenienti da sei Paesi sotto la guida del nova-Institut (Germania). L’obiettivo dell’iniziativa è supportare e accelerare la transizione dal carbonio fossile al carbonio rinnovabile per tutte le sostanze chimiche e i materiali organici.
www.renewable-carbon-initiative.com

Responsabile dei contenuti ai sensi della legge tedesca sulla stampa (V. i. S. d. P.):
Dipl.-Phys. Michael Carus
Renewable Carbon Initiative (RCI) www.renewable-carbon-initiative.com
c/o nova-Institut für politische und ökologische Innovation GmbH, Chemiepark Knapsack, Industriestraße 300, DE-50354 Hürth (Germania)
Internet: www.nova-institute.eu
e-mail: contact@nova-institut.de
Telefono: +49 (0) 22 33-48 14 40


30/12/2021 - 10.41.03

fonte: Linda Engel Linda.engel@nova-institut.de


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