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Giuliano Turone
Italia occulta
Dal delitto Moro alla strage di Bologna. Il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica (1978-1980)
Prefazione di Corrado Stajano
Chiarelettere


Pianeta Libri news. Torino, 7 ottobre 2019 – Italia occulta è un libro di storia contemporanea veramente prezioso, sotto diversi profili. Attingendo in prevalenza a fonti giudiziarie, documenta minuziosamente i principali eventi criminali e anti-istituzionali che, negli anni 1978-1980, hanno attentato all'equilibio costituzionale dell'Italia. La comunità ha retto, ma il contibuto di vite di nostri concittadini, che hanno anteposto il senso del dovere a ogni a ogni altra considerazione, è stato enorme.

L'autore, il giudice Giuliano Turone, dedica il libro in modo particolare alle nuove generazioni, che a suo avviso sono state particolarmente danneggiate dal mastodontico furto di consapevolezza che è stato perpetrato ai danni della popolazione. Per questo motivo si è impegnato in uno sforzo speciale di chiarezza espositiva, senza mai dare per note circostanze che i ventenni di oggi è ben possibile non conoscano.

In effetti il furto di consapevolezza è stato così massiccio che, per fare un solo piccolo esempio tratto dalla mia esperienza personale, diverse persone che hanno vissuto quel cupo periodo ancora oggi si interrogano sulla validità della pista palestinese in relazione all'eccidio della stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Ai depistaggi sulla strage di Bologna e al ruolo della Loggia P2 e dei servizi segreti è dedicato il capitolo XVI del libro.

Ma già dal primo capitolo la Loggia P2 emerge come protagonista del terribile triennio 1978-1980. Il suo sistema di potere occulto viene scoperto attraverso la perquisizione il 17 marzo 1981di tutti i recapiti conosciuti di Licio Gelli, il suo «Maestro venerabile»; perquisizione disposta nell'ambito del procedimento contro il bancarottiere Michele Sindona, relativo all'omicidio di Giorgio Ambrosoli (11 luglio 2019). Gli archivi segreti della P2 vengono scoperti negli uffici di Castiglion Fibocchi, in provincia di Arezzo: La scoperta è raccontata nel memoriale del maresciallo maggiore della Guardia di Finanza, Francesco Carluccio, redatto il 14 ottobre 2017 su richiesta dell'autore del libro, che era stato giudice istruttore del procedimento penale in discorso assieme al collega Gherando Colombo.

Capitolo dopo capitolo si dipanano le vicende del caso Moro, dell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli e altre vicende dove protagonista assieme alla P2, appare Giulio Andreotti, riconosciuto penalmente responsabile ancorché prescritto, di complicità con Cosa Nostra. Troviamo la figura di Andreotti accostata anche a Sindona, mandante dell'assassinio di Ambrosoli, e all'attacco giudiziario alla Banca d'Italia.

Da una parte vediamo giudici corrotti, o anche solo pavidi, che si prestano vergognosamente ad aggiustare le loro sentenze e in diversi casi ad esporre loro colleghi a morte certa, generali infedeli delle varie armi, servizi segreti deviati, terroristi, capi mafia, sicari, dall'altra vediamo personaggi esemplari che non arretrano di fronte alle minacce di morte e che vengono effettivamente assassinati, come Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie di Sindona, che non si piega alle richieste del loro salvataggio o come il giudice Antonio Saetta, presidente della Corte d'assise d'appello di Palermo, che paga con la vita la sentenza di condanna degli assassini di Emanuele Basile, capitano della compagnia dei carabinieri di Monreale.

Lasciato solo a investigare sulla destra eversiva romana, il sostituto procuratore Mario Amato, chiede inutilmente al procuratore Giovanni De Matteo e poi al Consiglio superiore della magistratura di essere affiancato da qualche collega, di essere protetto. La sua diventa una morte annunciata, sarà effettivamente ucciso il 23 giugno del 1980. Leggiamo a più riprese di Corrado Carnevale, il giudice ammazzasentenze. Leggiamo di Carmelo Spagnuolo, procuratore generale alla Corte d'appello di Roma. Nel corso di una riunione del 1973 a Villa Wanda, la casa di Arezzo di Licio Gelli, cui Spagnuolo partecipa assieme a diversi generali dei carabinieri e all'allora colonnello dei servizi segreti Pietro Musumeci, poi condannato per aver tentato di depistare le indagini sulla strage di Bologna, viene ventilata l'ipotesi di un governo presieduto dallo stesso Spagnuolo.

Dal racconto dettagliato e documentato delle diverse vicende che hanno funestato gli anni 1978-1980, con preziosi cenni agli antecedenti nonché agli sviluppi successivi, riusciamo a capire molte verità, molti retroscena che nella confusione della cronaca quotidiana del tempo erano rimasti nascosti, la P2 era riuscita anche a mettere le mani sul gruppo editoriale Rizzoli e quindi sul Corriere della Sera, il primo quotidiano italiano. Dopo deviazioni, condizionamenti, minacce, assassini di magistrati, agenti delle forze dell'ordine, cittadini impegnati a svolgere con onestà e competenza il prorio dovere, sono soprattutto i tanti processi andati finalmente a buon fine che permettono di fermare, o almeno rallentare, la tremenda macchina oscura che ha messo ripetutamente a rischio la tenuta della democrazia in Italia.

Dobbiamo quindi un immenso grazie ai tanti morti assassinati che hanno contribuito a conservarci un'Italia meno sfigurata di quello che poteva essere, e anche ai molti eroi sopravvissuti, tra i quali spicca Tina Anselmi, presidente della commissione d'inchiesta sulla Loggia P2, con Vincenzo Bianchi, Pasquale Juliano, Giorgio Manes, Giancarlo Stiz, tutti citati in epigrafe al libro. Ovviamente dobbiamo un sentito grazie anche a Giuliano Turone, per questo suo prezioso libro che potrà contribuire potentemente a illuminare le coscienze dei cittadini onesti e volenterosi, che sono la stragrande maggioranza degli Italiani.

Arricchisce il libro un'Appendice con i contributi:

Dimenticati dallo Stato di Antonella Beccaria
Le interferenze occulte nel caso Moro di Stefania Limiti
La giustizia a Perugia. Gli anni Ottanta di Sergio Materia
Il caso Italcasse di Beniamino A. Piccone

Giovanni Paparo

L'autore
Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di cassazione e già docente di Tecniche dell’investigazione all’Università Cattolica di Milano, è stato il giudice istruttore che, prima di occuparsi delle inchieste su Michele Sindona e sulla Loggia P2, ha indagato sulla presenza di Cosa nostra a Milano negli anni Settanta arrivando all’incriminazione del capomafia di allora, Luciano Liggio. Negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa, per la redazione della convenzione di Strasburgo del 1990 sul riciclaggio, e con le Nazioni Unite, svolgendo attività di pubblico ministero nel Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia e contribuendo alla redazione dell’Oxford University Press Commentary sullo statuto della Corte penale internazionale (2002).
Tra i libri che ha scritto: Il caffè di Sindona (con Gianni Simoni, Garzanti 2009), Il caso Battisti (Garzanti 2013), Il delitto di associazione mafiosa (Giuffré 2015) e, insieme con Antonella Beccaria, Il boss. Luciano Liggio: da Corleone a Milano, una storia di mafia e complicità (Castelvecchi 2018).

Giuliano Turone
Italia occulta
Dal delitto Moro alla strage di Bologna.
Il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica (1978-1980)
Prefazione di Corrado Stajano

In Appendice testi di Antonella Beccaria, Stefania Limiti, Sergio Materia, Beniamino A. Picone
Chiarelettere editore, Milano. Prima edizione: gennaio 2019
Collana: Reverse
Pagine: XIV-466, Brossura con alette
Prezzo di copertina: € 19,00
ISBN/EAN: 9788832961188

€ 9,99 e-book


07/10/2019 - 10.13.56

fonte: Giovanni Paparo gpaparo@expofairs.com


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